Selezione di disegni figurativi

Il lottatore

Questa scultura di Antonio Violano del 2014 è stata pensata per la mostra collettiva, all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, per l’omaggio a Michelangelo in occasione dei 450 anni della sua morte. Violano, grande ammiratore di questo artista rinascimentale, forte nell’espressione e nella sua coerenza spirituale, ha cercato di trasmettere nel lottatore la dicotomia del ruolo assegnatoli: la lotta sul ring e nella vita.

Lasciando in un secondo piano l’aspetto dello sport, è importante riconoscere come l’espressione corporale della scultura è in rapporto alla fermezza della persona. L’emergere della parte alta della figura sui muscoli tesi delle braccia, vuol significare la vittoria sul timore e la temerità.

La contenuta energia genera la scattante rispondenza del gesto, la posizione dei piedi è, quindi, l’ancoraggio alla terra, a far parte di lei, è come un andare avanti con ciò che si è appreso. La figura del lottatore, nel suo faticoso affiorare delle varie parti del busto, non è stata pensata dallo scultore come un apporto al culto del corpo, ma come espressione dello spirito personale.

La compressa struttura dell’opera è una personificazione dell’umano sforzo nel mondo. Questa scultura, sommariamente descritta, è la ultima realizzazione di Antonio Violano sul tema del vigore e della consapevolezza delle proprie forze.

L’opera si può vedere nella sede storica dell’Accademia fiorentina, fa parte della sua collezione permanente.

…quel modo di comporre mi sembra riveli l’esigenza di ordine e di chiarezza e metta in evidenza l’approfondito studio che l’artista ha rivolto alle antiche sculture, traendone un insegnamento ed un suggerimento che gli han permesso, nelle opere più recenti, di andare liberamente verso forme astratte, ricche di invenzione…

PROF. GIOVANNI MICHELUCCI

…Il non figurativo di Violano è un falso non figurativo: la realtà, nelle sue forme sempre polpose, aperte alla luce, è di continuo dichiarata, anche là dove appare soltanto allusa. (…) Direi anzi che più la ricerca si fa intellettualmente raffinata, sul filo di una cadenza segreta delle forme” prime” del reale, più affiora la sensualità, la carezza, la palpabilità inesauribile di quelle forme…

GENO PAMPALONI

…Violano, fiorentino migratore, ha maturato i suo modo di fare scultura, ma anche la capacità di leggere la storia dell’uomo, proprio negli incontri con civiltà diverse, espressioni contraddittorie ma legittime di questa nostra contemporaneità. Eppure quando Violano ha fermato la sua attenzione sulla figura umana e su quella muliebre in particolare, ha avvertito la necessità di ricorrere a un’indagine profonda nella cultura della propria terra. Le soluzioni formali che oggi Violano va studiando e realizzando hanno dunque un cammino assai lungo sugli itinerari della ricerca…

PROF. TOMMASO PALOSCIA